Prezzi case sempre in aumento e compravendite in diminuzione

26 Ottobre 2007
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Da tempo si parla di una diminuzione dei prezzi delle case, quantomeno di una frenata, ma intanto dalle rilevazioni continuano a emergere solo ulteriori aumenti del valore degli immobili.
In soli tre anni, l’aumento dei prezzi delle case è stato di oltre un quarto e continuano a crescere, rileva l’Osservatorio del mercato immobiliare pubblicato dall’Agenzia del Territorio: in particolare, per i capoluoghi si tratta di un aumento del 26,5% dal 2004 mentre per i comuni non capoluogo l’incremento è stato del 23,2%. Nei primi sei mesi dell’anno i prezzi delle case sono saliti del 6,6 per cento.
A scendere, nello stesso periodo, è solo il numero delle compravendite nel settore residenziale del 3,4%: questo perchè probabilmente c’è un atteggiamento attendista degli aspiranti acquirenti, che stanno rimandando la stipula del contratto in attesa della sospirata discesa dei prezzi, auspicata anche dagli agenti immobiliari.
Il volume delle compravendite complessivo è stato di 884.442 transazioni. I dati, sottolinea il direttore dell’Osservatorio Gianni Guerrieri, fotografano comunque “una inversione di ciclo già preannunciata, che si riflette innanzitutto sulle compravendite e poi sui prezzi, per i quali si assiste ad un lieve rallentamento del tasso di crescita, che comunque resta positivo”.
Per quanto riguarda la quotazione media di riferimento, relativa al settore residenziale, essa risulta pari a 1.518 euro al metro quadro, in crescita del 2,8% rispetto al semestre precedente e del 6,6% su base annua, ma in rallentamento rispetto al secondo semestre 2006, quando si era registrato un +3,7% semestrale e un +8,8% annuo.
Tale rallentamento, sottolinea l’Osservatorio del mercato immobiliare, è “più sensibile” per i capoluoghi che pure hanno registrato un incremento pari al 2,7% sul semestre precedente, +4,1% nel secondo semestre 2006, e al 6,9% su base annua, +10,5% nel secondo semestre 2006. Continua »

Le case più care del mondo a Roma e a Montecarlo

5 Ottobre 2007
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Il mercato immobiliare nel Principato di Monaco è il più caro del mondo, ma anche a Roma non si scherza: l’aumento dei prezzi e del valore degli immobili nel centro della città eterna sono in continua crescita e si piazzano al secondo posto dopo quelle del principato, in una hit parade compilata dalla rivista Forbes. Terza in classifica è Parigi, staccate di varie distanze Londra, Tokyo, New York, tre città considerate carissime dagli investitori immobiliari. La ragione dell’apparente contraddizione si spiega con i criteri adottati da Forbes per la valutazione:
la rivista ha analizzato i tassi annui di profitto reale che tengono conto delle rendite di affitto, aggiustate con le tasse sul capital gain, le spese di transazione, i costi operativi e di manutenzione, l’apprezzamento e l’inflazione.
La classifica di Forbes non è dunque un hit parade basata semplicemente sui prezzi al metro quadrato, ma contiene un avvertimento esplicito: investire nel mattone in una città della top ten rende meno che farlo in un mercato dove il metro quadro è magari più caro, ma al contempo più redditizio.
Il Principato di Monaco è arrivato primo nella hit parade con un punteggio di 74,07 anche grazie a costi di transazioni da capogiro (fino al 20%, più o meno quanto a Seul) che mal si applicano alla fama di paradiso fiscale. Roma, seconda con 50,51, è stata considerata un mercato a crescita lenta e che tuttavia resta molto caro. A rappresentare il Nord America non è New York, ma Los Angeles, al quinto posto dietro Madrid con 26,88 punti seguita di una lunghezza da Vancouver (26,81), Vienna, Auckland Zurigo e Oslo.
Forbes ha puntato i riflettori anche su mercati emergenti come l’India, con città come Bangalore, dove i prezzi sono saliti l’anno scorso di oltre il 16% e dove le rendite di affitto sono le più alte del mondo rispetto al valore dell’immobile, mentre a Bombay la crescita è stata appena del 6,6%. Sono state misurate 50 capitali finanziarie del mondo in ogni continente. Per la maggior parte questo significava una città per nazione - Londra per la Gran Bretagna, Bangkok per la Thailandia, Varsavia per la Polonia - ma per paesi come India, Cina, Stati Uniti, Australia, Svizzera e Canada sono stati misurati più mercati: Ginevra e Zurigo per la Svizzera, ad esempio, o Pechino e Shanghai per la Cina.

Usa, Greenspan lancia allarme su prezzi abitazioni.

17 Settembre 2007
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I prezzi delle case negli Stati Uniti sono destinati a crollare per effetto della “bolla” immobiliare causata dalla crisi dei mutui subprime Usa. E’ l’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, a lanciare l’allarme in un’intervista al Financial Times. Il crollo dei prezzi, secondo Greenspan, “sarà più grande di quanto la gente si aspetti”. Il vocabolo usato dal suo successore Ben Bernanke, che ha parlato di “schiuma” e non di bolla, per Greenspan non è altro che “un eufemismo per indicare una bolla”. Quando era a capo della banca centrale Usa, il termine maggormente utilizzato da Greenspan per descrivere la fase di crescenti rialzi dei prezzi delle case era quello di ’schiuma’ . Stando all’ex numero uno della Fed, si assistera’ in futuro a una flessione del prezzo delle case “molto piu’ esteso di quanto molta gente si aspetti”. Tuttavia avverte Greenspan, Ben Bernanke, il suo successore alla presidenza dell’istituto di Washington, farebbe bene a non tagliare i tassi in maniera troppo aggressiva a causa dei rischi di “ripresa dell’inflazione”. La Fed si riunira’ domani per varare l’atteso taglio al costo del denaro. La comunita’ finanziaria e’ divisa tra chi prevede una sforbiciata di 25 punti base e chi ipotizza una manovra piu’ drastica di 50 punti base.