In diritto si definisce credito la posizione attiva del rapporto obbligatorio, ossia il diritto del creditore all'esecuzione della prestazione dovutagli dal debitore.
Il diritto di credito fa parte della categoria della pretesa giuridica quale posizione di spettanza giuridica correlativa all'altrui dovere giuridico. Esso si caratterizza per la sua relatività e patrimonialità.
I crediti che le banche o altre imprese ritengono inesigibili devono essere cancellati dall'attivo di bilancio. Ciò da un lato riduce gli utili che emergono dal bilancio, ma evita anche di pagare tasse su entrate mancanti.
Nel caso delle banche il rapporto sofferenze/impieghi, ovvero fra crediti ritenuti inigibili e prestiti totali concessi, è un indicatore di solvibilità patrimoniale fondamentale per la comunità finanziaria nel rating dei titoli bancari.
Le banche sono fra i titoli a maggior capitalizzazione nel 2005 al MIBTEL. Un valore tipico dell'indicatore è intorno al 2%.
E' importante anche confrontare il valore totale delle sofferenze con il patrimonio(equity) della banca.
Talora più del 50% dei crediti inesibili viene ceduto pro soluto (ovvero definitivamente) a società autorizzate. In questo modo la banca riottiene la somma prestata e non deve ridurre i crediti e gli utili di bilancio.
Queste società spesso sono banche straniere con maggior patrimonio da contrapporre alle "sofferenze" o società istituite ad hoc dalla banca cedente che ne detiene il 20% del capitale sociale.